Ecco il libro di Headlines, un volume che spiega e mostra il percorso di Urban Code e degli artisti che ci hanno attraversato. Buona visione!
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Ecco il libro di Headlines, un volume che spiega e mostra il percorso di Urban Code e degli artisti che ci hanno attraversato. Buona visione!
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Il S.a.l.e. nasce dalla necessità di aggiornare le forme della nostra azione dentro a quello che ci appare come un momento di scarto delle dinamiche che fondano il modello produttivo della nostra città.
Venezia (almeno il suo centro storico), tradizionalmente legata ad un’economia turistica è, da alcuni anni, interessata da un processo, se non di trasformazione, almeno di profonda articolazione di questo modello di sviluppo.
Questa articolazione è rappresentata da un massiccio investimento sulle forme dell’espressione contemporanea: dall’arte alla moda, dal design all’architettura e, elemento non secondario, dalla formazione nei relativi ambiti.
In questo processo sono coinvolti soggetti pubblici e privati, l’amministrazione, università statali e private, fondazioni, miliardari francesi, imprenditori e, non da ultimo, la Biennale.
Ci troviamo di fronte ad un movimento massiccio di messa a valore della cultura che va ben oltre il patrimonio storico-artistico della città e il tradizionale immaginario ad essa legato.
Un immaginario che attira turisti da tutto il mondo, ma che sembrerebbe cozzare, proprio per la sua ingombrante eredità, con le dinamiche produttive contemporanee legate alla messa a valore delle nostre vite nel lavoro cognitivo e creativo.
Eppure, se ogni “fuori” si è esaurito dentro alle spinte globalizzanti, Venezia non rappresenta un’eccezione. Al contrario, qui è in corso un processo radicale di trasformazione della città museo in fabbrica della cultura. Dal museo alla fabbrica.
Il Sale ha esattamente lo scopo di investire politicamente questa nuova dimensione produttiva della città e lo fa a partire dalla sua stessa composizione, fatta di studenti, di lavoratori cognitivi, di precari dello spettacolo e dei grandi eventi culturali. Noi siamo gli operai di questa fabbrica metropolitana, che, ne siamo ben consci, non ha nulla da spartire con la tradizionale fabbrica fordista.
Se, come da anni emerge dall’analisi delle attuali condizioni della produzione, il lavoro cognitivo, la produzione di linguaggi, la conoscenza, gli affetti, si situano nel cuore dei processi di valorizzazione capitalistica in ambito metropolitano, allora appare chiaro come anche le dinamiche di messa a valore della creatività e della cultura non rappresentino più filoni accessori di un modello produttivo, ma ne rappresentino, invece, ambiti strategici.
Eccola qui, la nostra dimensione territoriale che nulla ha a che fare con un’impostazione localista, ma che parla, invece di un processo globale che si materializza in una metropoli specifica e, materializzandosi, esprime le contraddizioni in cui si cala il nostro lavoro di attivisti.
Come negli altri ambiti, anche in quello culturale, il biopotere che investe la vita, funziona in modo parassitario, mettendo a valore la produzione di differenze, di soggettività, di eccedenze. Ciò risulta evidentissimo quando si parli di cultura, di arte contemporanea o di cinema, settori in cui la massima libertà di espressione non intacca in nulla i rapporti di produzione.
Forse, come S.a.l.e. dovremmo tentare di liberarci della parola cultura, e non è un’assoluta novità. Dovremmo abbandonare una parola spesso impiegata, con accezione universalistica, per indicare una cultura che trascende i processi materiali.
Per quanto ci riguarda, vorremmo piuttosto dare spazio e produrre una serie di pratiche specifiche che, senza abdicare ad un tentativo di analisi, vadano nella direzione di una lettura critica del presente e di una sovversione della fabbrica metropolitana.
Ma veniamo, nello specifico, al S.a.l.e.
Sono due i piani di lavoro che abbiamo impostato.
Il primo è quello del lavoro di inchiesta dentro alla fabbrica della cultura, in cui abbiamo analizzato la dimensione molare e quella molecolare, ovvero quella dell’organizzazione del comando e quella della potenza soggettiva, di ribellione, costituente di percorsi /comuni/.
Il secondo aspetto è quello che riguarda il lavoro legato concretamente allo spazio che abbiamo animato con mostre, seminari e workshop, sempre tentando di intrecciare il piano della produzione locale a quello internazionale istituzionale; coscienti che ogni forma di lotta o di critica vada declinata a partire dal centro del sistema e non coltivando un atteggiamento di presunta purezza marginale.
Marco Baravalle per S.A.L.E. Docks (www.sale-docks.org)

Cos’è Urban-Code?
Siamo un associazione culturale costituita nel 2007 da un gruppo eterogeneo di artisti, attivisti ed organizzatori, provenienti da esperienze diverse. Alcuni di noi si sono occupati per anni di graffiti, di arte in strada, di illustrazione e di pittura, nonchè di organizzare eventi, mostre e pubblicazioni. Alcuni di noi hanno tenuto corsi nelle scuole a vari livelli, e partecipato a progetti di riqualificazione urbana. Siamo un gruppo eterogeneo di creativi della provincia di Venezia accomunati dallo stesso interesse per l’arte negli spazi pubblici. Abbiamo unito le nostre forze per promuovere iniziative comuni su vari livelli.
Quali sono le principali attività?
Urban-Code svolge la propria opera a livello nazionale, ma è molto orientata alla promozione delle realtà del nord-est Italia.
-Promuove l’ associazione tra creativi, artisti, writers, il dialogo e la cooperazione.
-Organizza mostre e workshop, eventi di graffiti ed di arte di strada. Urban-Code è il referente italiano per Meeting of Styles International, ha curato la realizzazione a Mestre-Venezia del Meeting of Styles 2008, il più importante evento itinerante di graffiti nel mondo, e sta prepararando l’edizione del 2009.
-Cura la consulenza per progetti di riqualificazione di spazi urbani ed edifici.
-Organizza corsi di creatività e disegno presso istituti scolastici (medie e superiori) ed enti locali.
-Collabora con altre associazioni che si occupano di arte, musica, e di iniziative a carattere sociale e culturale.
Urban-Code è promotrice di Headlines, un evento che si svolgerà dal 23 Aprile al 2 Giugno 2009 principalmente presso S.a.l.e. Docks - Magazzini del Sale, Dorsoduro 264, Venezia.